• L'amore di una madre
    Genitori e figli,  Psicoanalisi

    L’amore di una madre

    L’amore di una madre per il suo bambino rappresenta tutto quello che un bambino può desiderare di avere. Ma come si può amare senza soffocare? Come amare liberando l’amato dall’amore? “Si tratta, per il bambino, di includere se stesso nella relazione come l’oggetto dell’amore della madre. Si tratta per lui di cogliere che è lui stesso a portare il piacere alla madre. Una delle esperienze fondamentali del bambino è quella di sapere se la sua presenza comanda, anche per poco, quella presenza che gli è necessaria, se è lui a introdurre l’illuminazione che fa sì che tale presenza sia lì e lo circondi, se è lui a potarle un soddisfacimento…

  • Amare è donare la vita a un figlio
    Genitori e figli,  Psicoanalisi

    Amare è donare la vita a un figlio

    Una breve riflessione sull’amore a partire dal seminario La relazione oggettuale di Lacan. Amare è donare ciò che non si ha, questo il dono più grande. Amare è donare la vita a un figlio. Donargli ciò che non si possiede. “Non c’è dono possibile più grande, segno d’amore più grande del dono di ciò che non si ha. […] Nel dono d’amore, qualcosa viene dato per niente e non può essere altro da niente. Ciò che costituisce il dono è il fatto che un soggetto dia qualcosa in modo gratuito, nella misura in cui dietro a quello che dà ci sia tutto ciò che gli manca, cioè che il soggetto…

  • Come cura la psicoanalisi?
    Disagio della civiltà,  Psicoanalisi

    Come cura la psicoanalisi?

    Da una riflessione con un collega è nata questa domanda: come cura la psicoanalisi? Soprattutto, c’è qualcosa di più incasinato della realtà umana? In questi giorni mi sono confrontato con un collega sul senso della psicoanalisi e, più nel dettaglio, su come dobbiamo intendere la cura. La clinica, ci dicevamo, richiede sempre di aspettare il tempo dell’Altro. Ma nella società attuale, frenetica, affamata di risposte e bulimica, questo tempo sembra sempre mancare. Per questo oggi assistiamo alla vittoria di tutte quelle teorie che propongono una risposta al problema, che sostengono di far risparmiare tempo, di essere subito efficaci nella lotta al sintomo (forse perché non hanno ben compreso che cosa…

  • il rapporto dell'uomo con il reale
    Disagio della civiltà,  Psicoanalisi

    L’essere umano contemporaneo e il reale

    Inizio oggi, con la pubblicazione di questo articolo, ad affrontare il tema del rapporto dell’essere umano contemporaneo con il reale. Penso che questa possa essere una buona porta d’accesso per parlare dell’uomo al di là di internet e dei social network: il cambiamento che sta avvenendo, lo dirò in questo articolo, va infatti ben oltre l’utilizzo dei social network. Per fare questo ho trovato molto stimolante una conferenza di Lacan, intitolata “Psicoanalisi e cibernetica, o della natura del linguaggio” ,tenuta nel 1955 e pubblicata all’interno del seminario II. La cibernetica muoveva allora i primi passi ed era impossibile prevedere dove ci avrebbe portato il suo sviluppo.  Facebook non è il…

  • Riflessioni
    Disagio della civiltà,  Psicoanalisi

    La cibernetica e Lacan

    9 Febbraio 1955. Lacan sta tenendo la decima lezione del suo secondo seminario, intitolato L’io nella teoria di Freud e nella tecnica della psicoanalisi. Il seminario è molto bello, interessante sotto innumerevoli punti di vista. Lacan riprende Freud passo passo, chiede di leggerlo con attenzione, di non precipitarsi a voler capire e interpretare quello che Freud, molto semplicemente, non dice (cosa che Lacan continuamente critica agli psicoanalisti post-freudiani). All’interno di questa lezione, ad un certo punto, c’è un passaggio sulla cibernetica che trovo molto attuale e che proverò a riprendere e commentare. Lacan sta parlando di alcuni schemi che Freud ha utilizzato per provare a spiegare l’apparato psichico e, a…

  • Psicoanalisi

    La politica che scrive "fregnacce"

    In questi giorni di “brutta politica”, tra populismi che avanzano e nuovi fascismi che si impongono, mi sono imbattuto nella lettura di un passaggio di Lacan che mi ha aiutato a fare ordine. Siamo all’interno del suo primo seminario intitolato Gli scritti tecnici di Freud (1953-54). Verso la fine della X lezione Lacan dice quanto segue (lo riporto alla lettera, poi lo commenterò): Freud si appoggia sull’articolo di Ferenczi sul senso di realtà, pubblicato nel 1913. E’ un articolo davvero povero. Ferenczi è colui che ha cominciato a mettere in testa a tutti i falsi stadi. Freud vi fa riferimento. […] L’articolo del suddetto ha esercitato un’influenza decisiva. Avviene come…

  • Psicoanalisi

    Le parole vuote della politica

    Resto spesso senza parole di fronte al teatro che la politica sta mettendo in scena da un po’ di tempo a questa parte. Un luogo in cui la parola non vale se non per la sua funzione strumentale e che, proprio per questo, può essere manipolata con estrema facilità. Una parola vuota, priva di un soggetto che se ne assume la responsabilità etica, è una parola che ha lo stesso valore di una parola mai pronunciata. Proprio per questo assistiamo con molta facilità a persone, non per forza politici, che dicono che la propria parola è stata fraintesa, che non voleva dire questo, che non ha mai detto una determinata…

  • Psicoanalisi

    L’illusione di essere liberi: il godimento dell’idiota

    Da adolescente accarezzavo l’idea della libertà come assenza totale di condizionamenti. Ricordo, ad esempio, che ero arrabbiato con i miei genitori per avermi battezzato quando ancora ero piccolo, in quanto in questo modo avevano iscritto nella mia vita un segno che non mi avrebbe mai più lasciato totalmente libero di scegliere. Essere libero significava poter fare tutto quello che desideravo, non dover rendere conto a nessuno. Certo, già allora questo ideale di libertà vacillava…a partire dal mio corpo che non mi consentiva di essere qualunque cosa. Poi dovevo fare i conti con il mio carattere che mi portava a comportarmi in maniera inaspettata, senza contare infine che il dovermi confrontare…

  • Psicoanalisi

    Credersi un (D)Io

    Nel centro commerciale erano presenti numerosi giovani, molti dei quali sicuramente minorenni. Stavo accompagnato un amico di Kampala, Uganda, all’interno di uno di questi santuari del mondo occidentale: luci, scritte, musica, persone che si muovevano con sacchetti in una mano e smartphone nell’altra. Il mio amico era leggermente frastornato, si guardava attorno con stupore e qualcosa di simile all’ammirazione. La sua espressione cominciò a cambiare  quando vide due ragazzine accendersi una sigaretta. Dopo un po’ di esitazione mi chiese: “Da voi i minorenni possono fumare?”. Io gli risposi di no, che la vendita e il consumo di sigarette sono vietate ai minori di anni di 18. Lui continuò a fissarle…

  • Educazione digitale,  Genitori e figli

    Elogio del limite (in assenza del padre vince il video game)

    “Cosa resta del padre?” si chiede Massimo Recalcati, psicoanalista, in un interessante testo del 2011. Sembrerebbe che il padre, nella nostra società, non abbia più un ruolo ben definito. Se facciamo un piccolo salto indietro nel tempo e utilizziamo l’immaginazione, possiamo osservare la figura di un padre in grado di esigere rispetto per il semplice fatto di essere chiamato padre dal figlio. Il padre, fino a un po’ di anni fa, occupava una posizione simbolica all’interno della famiglia che non era messa in discussione da nessuno. I cambiamenti della nostra società, dal secondo dopo guerra ai giorni nostri, passando attraverso le contestazioni rivoluzionarie del ’68, hanno invece portato il padre…