• avere cura del sintomo e del dolore
    Psicoanalisi,  Recensioni

    Avere cura del sintomo e del dolore

    È davvero possibile liberarsi dal dolore? Mettere da parte i propri sintomi, lasciarli cadere, risolverli. Oppure i sintomi si confondono con la persona, ne sono parte, al punto che diventa impossibile separarsene? E come si può avere cura del sintomo e del dolore? Tutte le vite devono convivere con il dolore. Tutte. Il dolore sembra allora essere un compagno di vita, qualcuno con cui condividere i momenti belli e quelli brutti, qualcosa con cui bisogna imparare a dialogare. Leggendo Un bene al mondo di Andrea Bajani si ha l’impressione che tutto sommato la vita col dolore non sia poi così male. Nel suo libro il dolore assume la forma di…

  • è la parola che ci rende esseri umani
    Adolescenza,  Recensioni

    È la parola che ci rende esseri umani

    Le lettere dell’alfabeto il primo giorno di scuola. La nostra vita è fatta da parole e non è possibile farne a meno. È la parola che ci rende esseri umani! Il libro di Andrea Bajani ci porta dentro al mondo delle parole e ai suoi infiniti racconti. Il primo giorno di scuola, il maestro ha appoggiato sulla cattedra una scatola di legno. Poi ha sollevato il coperchio, ci ha guardato dentro, e una dopo l’altra ha cominciato a tirare fuori le lettere dell’alfabeto. Erano pezzi di legno colorati, ciascuno con una sua forma. Senza respirare, abbiamo lasciato i banchi e siamo scivolati verso di lui, come limature di ferro richiamate…

  • Come cura la psicoanalisi?
    Disagio della civiltà,  Psicoanalisi

    Come cura la psicoanalisi?

    Da una riflessione con un collega è nata questa domanda: come cura la psicoanalisi? Soprattutto, c’è qualcosa di più incasinato della realtà umana? In questi giorni mi sono confrontato con un collega sul senso della psicoanalisi e, più nel dettaglio, su come dobbiamo intendere la cura. La clinica, ci dicevamo, richiede sempre di aspettare il tempo dell’Altro. Ma nella società attuale, frenetica, affamata di risposte e bulimica, questo tempo sembra sempre mancare. Per questo oggi assistiamo alla vittoria di tutte quelle teorie che propongono una risposta al problema, che sostengono di far risparmiare tempo, di essere subito efficaci nella lotta al sintomo (forse perché non hanno ben compreso che cosa…

  • Psicoanalisi

    Le parole vuote della politica

    Resto spesso senza parole di fronte al teatro che la politica sta mettendo in scena da un po’ di tempo a questa parte. Un luogo in cui la parola non vale se non per la sua funzione strumentale e che, proprio per questo, può essere manipolata con estrema facilità. Una parola vuota, priva di un soggetto che se ne assume la responsabilità etica, è una parola che ha lo stesso valore di una parola mai pronunciata. Proprio per questo assistiamo con molta facilità a persone, non per forza politici, che dicono che la propria parola è stata fraintesa, che non voleva dire questo, che non ha mai detto una determinata…

  • Psicoanalisi

    L’illusione di essere liberi: il godimento dell’idiota

    Da adolescente accarezzavo l’idea della libertà come assenza totale di condizionamenti. Ricordo, ad esempio, che ero arrabbiato con i miei genitori per avermi battezzato quando ancora ero piccolo, in quanto in questo modo avevano iscritto nella mia vita un segno che non mi avrebbe mai più lasciato totalmente libero di scegliere. Essere libero significava poter fare tutto quello che desideravo, non dover rendere conto a nessuno. Certo, già allora questo ideale di libertà vacillava…a partire dal mio corpo che non mi consentiva di essere qualunque cosa. Poi dovevo fare i conti con il mio carattere che mi portava a comportarmi in maniera inaspettata, senza contare infine che il dovermi confrontare…

  • Psicoanalisi

    Credersi un (D)Io

    Nel centro commerciale erano presenti numerosi giovani, molti dei quali sicuramente minorenni. Stavo accompagnato un amico di Kampala, Uganda, all’interno di uno di questi santuari del mondo occidentale: luci, scritte, musica, persone che si muovevano con sacchetti in una mano e smartphone nell’altra. Il mio amico era leggermente frastornato, si guardava attorno con stupore e qualcosa di simile all’ammirazione. La sua espressione cominciò a cambiare  quando vide due ragazzine accendersi una sigaretta. Dopo un po’ di esitazione mi chiese: “Da voi i minorenni possono fumare?”. Io gli risposi di no, che la vendita e il consumo di sigarette sono vietate ai minori di anni di 18. Lui continuò a fissarle…

  • Psicoanalisi

    Perchè la guerra?

    Qualche anno fa, quando ancora ero studente di psicologia, ad un convegno di psicoanalisi era stata posta questa domanda ad un relatore: “Perchè chiedere a uno psicoanalista un parere sui fatti di attualità? Voi non state sempre chiusi nelle vostre stanze?”. Lo psicoanalista francese aveva sorriso e poi si era limitato a rispondere: “Sul lettino le persone parlano della loro vita e, dunque, anche della società in cui vivono”. All’epoca non capii che cosa intendesse dire questo psicoanalista di cui non ricordo il nome, mi limitai ad ascoltare la sala che rumoreggiava nel commentare questa risposta. Molti pazienti in queste settimane mi hanno parlato dei fatti capitati a Parigi. A…

  • Educazione digitale

    L'effetto Facebook: i Social Media curano la malinconia?

    Da uno studio portato avanti da alcuni ricercatori dell’Università del Michigan è emerso che le persone che utilizzano frequentemente Facebook sono più propense ad avere giudizi negativi sul proprio stato d’animo. La tesi portata avanti dai ricercatori è che più le persone osservano passivamente la vita degli altri tramite uno schermo più aumenta il rischio di sviluppare un sentimento di inadeguatezza e di frustrazione. Questa notizia è stata molto condivisa sui vari social e le persone si sono dette: “Attenzione! Usare troppo Facebook non fa bene, lo dicono le ricerche”. Una sera sono uscito a cena con amici. Nel locale, seduti vicino a noi, c’era una tavolata di persone di…

  • Psicoanalisi

    Il lapsus nel digitale: qualche riflessione per iniziare ad errare

    Mentre scrivevo una relazione su un paziente di sesso maschile, le mie dita continuavano a battere sulla tastiera il suo nome declinandolo al femminile. Il mio lapsus di scrittura aveva messo fuori gioco anche il correttore automatico che, reso impotente dalla correttezza grammaticale di quello che stavo scrivendo, non era riuscito a modificare quell’errore. Per mia fortuna mi accorsi lo stesso di quel lapsus prima di consegnare la relazione e, dopo averlo corretto diverse volte, non potei fare a meno di domandarmi il motivo di quell’errore. Nella nuova era digitale anche il lapsus assume un nuovo posto e questo deve farci interrogare sulla necessità di inaugurare una nuova psicopatologia delle…

  • Psicoanalisi

    Il digitale ci prende in giro?

    Nel 1916 Freud scrive un breve articolo dal titolo “Una difficoltà della psicoanalisi”, nel quale affronta le principali obiezioni mosse alla psicoanalisi. Fin dalle prime righe Freud ci tiene a precisare che non si riferisce a difficoltà di tipo concettuale ma a problemi di carattere affettivo, ovvero a quelle difficoltà di tipo sentimentale che tendono ad allontanare il lettore dalla psicoanalisi. La prima parte di questo scritto verte su una breve spiegazione del narcisismo per poi arrivare ad elencare le tre grandi rivoluzioni scientifiche che hanno inflitto altrettante umiliazioni al narcisismo universale dell’uomo. La prima è l’umiliazione cosmologica, dovuta alla scoperta di Copernico. Inizialmente l’uomo, basandosi esclusivamente sulle proprie impressioni…