• Adolescenza,  Educazione digitale

    La clinica dei ragazzi isolati (o hikikomori)

    La porta chiusa, le tapparelle abbassate, le cuffie appoggiate sopra le orecchie, le dita che battono sulla tastiera del computer e lo sguardo che si distrae interagendo con immagini inoffensive. Questa è più o meno la condizione in cui vive un ragazzo adolescente che ad un certo punto della  vita, dopo avere espresso numerosi segnali di fatica, chiude la porta della propria camera provando a cullare l’illusione di poter fare a meno dell’Altro. Non si ribella, non scappa di casa, non cerca di emanciparsi dalla propria famiglia. Al contrario va ad occupare, potremmo quasi dire blindare, un posto particolare all’interno della propria casa e famiglia. Da un lato c’è, esiste,…

  • Educazione digitale

    Adozione, Internet e nuove tecnologie: un percorso complicato?

    Venerdì 14 Novembre ho avuto la fortuna di partecipare ad una serata formativa dell’Associazione di famiglie accoglienti Polaris. Ho parlato con loro di Educazione Digitale e di come Internet abbia “complicato” il percorso delle famiglie adottive. La questione delle origini, con la quale molti ragazzi adottati devono prima o poi fare i conti, assume infatti oggi nuove sfumature che non possono più essere messe da parte. L’adozione “Mia madre mi ha detto di parlarle delle miei origini…sono un bambino adottato”. A dirlo è un ragazzo di 20 anni ed è curioso che utilizzi questa espressione, non essendo più bambino ed essendo stato adottato quando era molto piccolo. L’adozione sembra avere…

  • Educazione digitale

    Identità, immagine e social media

    Viviamo immersi nell’immagine e, cosa ancora più pericolosa, confondiamo quell’immagine con la nostra identità. Immagine e identità si incontrano online in una maniera inedita, nuova e, per alcuni versi, pericolosa. Sarebbe troppo facile, però, dare tutta la responsabilità ai social media. La verità è che i social ci piacciono tanto proprio perché ci consentono di mettere l’immagine, la nostra immagine, al centro del nostro universo. Pur non dando la colpa ai social media, però, dobbiamo notare come l’utilizzo dei social abbia portato le persone a relazionarsi in un modo del tutto inedito: online, senza corpo, immersi nell’immagine. Prima di quel momento, l’utilizzo del web e delle nuove tecnologie non chiamava…

  • Disagio della civiltà

    Internet in Africa

    Più di un volta, durante questo periodo in Africa, mi sono chiesto se stessimo vivendo nel 2014. Le strade non asfaltate, i villaggi di case di fango, l’assenza di acqua corrente, i bagni costruiti facendo un buco nel terreno…anche a Kampala, se pur le differenze con il resto dell’Uganda si notano, la situazione non è poi così diversa. Per esempio, quando piove (e lo fa abbastanza spesso…), l’unica cosa che si può fare è fermarsi ed aspettare. Le strade, non tutte asfaltate e piene di buche, diventano dei fiumi di fango e anche se con un ombrello si può pensare di coprirsi la testa non è possibile evitare di trovarsi…

  • Disagio della civiltà

    Il tempo, l’organizzazione e la prevenzione. Concetti qui inutilizzabili

    Secondo alcuni ugandesi il problema del loro paese è la mancanza dell’inverno. Con l’arrivo del freddo, infatti, le persone sono obbligate ad organizzarsi: bisogna avere legna in abbondanza per cucinare e riscaldarsi, provviste di cibo, ripari per gli animali…Non si può vivere alla giornata, bisogna organizzare il lavoro e la vita quotidiana in funzione delle stagioni. In Uganda, invece, la popolazione si è abituata ad avere sempre a disposizione tutto ciò di cui necessita e non ha pertanto alcun motivo per doversi organizzare. Il freddo, con tutto ciò che questo significa, non arriva mai e la terra è sempre pronta a offrire i suoi frutti, in qualunque giorno dell’anno. Non credo che…

  • Disagio della civiltà,  Educazione digitale

    Self-tracking: più o meno potere?

    Oggi possediamo strumenti che permettono di registrare i nostri comportamenti, trasformarli in numeri, archiviarli, analizzarli, condividerli sui social media e, infine, ipotizzare i motivi per cui ci comportiamo in un determinato modo. Se ci si limita a una lettura superficiale del fenomeno, si potrebbe pensare che questa pratica sia poco comune e che sia portata avanti solo da alcuni appassionati di tecnologia nella Silicon Valley. Ma se apriamo gli occhi possiamo ad esempio accorgerci delle persone che, al parco, corrono con gli smartphone attaccati al braccio (forse sono più di quelle che corrono senza) per registrare in un’app i dati della loro corsa, come la distanza, la velocità, le calorie…

  • Educazione digitale,  Genitori e figli

    App per bambini: dobbiamo investire nell'educazione digitale

    Il dibattito che in questi giorni si è scatenato sul mondo delle app freemium destinate ai bambini mi sembra, come purtroppo capita spesso in Italia, un po’ sterile. Repubblica, martedì 15 Luglio, ha messo in luce con un articolo, “TrAppola per bambini”, il fenomeno delle app freemium. L’articolo, al cui interno trova spazio anche un mio commento, prende spunto dall’istruttoria che l’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha avviato a carico di Amazon, Google, Apple e Gameloft.  Non entrerò nel dettaglio di questa istruttoria, ci sono pareri più autorevoli in questo senso (leggi ad esempio Massimiliano Trovato). Mi limito a dire che è giusto interrogarsi sul fenomeno, cercare di…

  • Educazione digitale,  Psicoanalisi

    Non è tutta colpa di Google!

    Come esseri umani siamo portati ad evitare ciò che mette in discussione e che rappresenta la diversità. La vita quotidiana di ciascuno di noi è piena di esempi di questo tipo. Se si può scegliere tra una strada già fatta mille volte e una strada nuova, la maggioranza delle persone sceglierà automaticamente quella conosciuta. Questo non significa certo che non ci sia nell’uomo il desiderio di cambiamento ma, troppo spesso, questa spinta viene soppressa per innumerevoli ragioni. Quando un paziente parla del suo sintomo nella fase iniziale di una cura, si percepisce come esso ne abbia bisogno per poter vivere. Il sintomo rappresenta proprio l’emblema di ciò che non cambia,…

  • Educazione digitale

    Online siamo più veri?

    “But is my collection of status updates, photos, videos, blogposts and podcasts really me? It’s one expression of self, for sure. It’ s also one that I manipulate”. Nell’introduzione al testo Untangling The Web, Aleks Krotoski, psicologa che studia il web e che conduce il programma Digital Human sulla BCCradio, si chiede se tutto quello che pubblichiamo online, in fondo, ci rappresenta davvero. La sua risposta è eccezionale: è certamente un’espressione del self ma è anche una parte che è possibile manipolare. In questi giorni sta spopolando in rete un video che ha messo in evidenza proprio queste dinamiche. Una persona, triste nel vedere sui social network la vita felice delle…

  • Educazione digitale

    Possiamo ancora vivere senza telefono e Internet?

    Qualche giorno fa ho parlato ad un amico del mio lavoro, della passione per le nuove tecnologie, di come le app sui dispositivi mobile possano essere utilizzate dai bambini per scoprire l’ambiente circostante. Lui mi ha ascoltato e ad un certo punto mi ha detto: “Sai qual è la cosa che non mi convince di tutta questa innovazione tecnologica? Che senza uno strumento non può funzionare”. Sul momento non ho dato troppo peso a questa sua osservazione. Gli strumenti ci sono, hanno costi sempre più bassi e sono pertanto alla portata di quasi tutte le persone.  Molte persone, in questi giorni, mi hanno chiesto come fare per acquistare il mio ebook…