• Come ci tracciano i social network?
    Educazione digitale

    Come ci tracciano i social network?

    I social network sono entrati con prepotenza a fare parte della nostra vita. Come ci tracciano? Che informazioni cercano e come le rivendono? Come fanno a sapere tutto di noi? Soprattutto, perché glielo permettiamo? In questo articolo parlo di come Facebook e Twitter sono entrati nella mia vita “Facebook ci osserva, e poi usa quello che sa di noi e del nostro comportamento per vendere pubblicità. Non credo che esista uno scollamento più totale tra ciò che un’azienda dice (“mettere in contatto”, “costruire comunità”) e la realtà commerciale.” Leggendo John Lanchester su Internazionale n.1222 non si può che provare un certo disagio. Fin dal titolo, “La merce sei tu”, risulta…

  • I social network sono pieni di bambini: chi li protegge?
    Educazione digitale,  Genitori e figli

    Nasci, cresci e posta. I social network sono pieni di bambini: chi li protegge?

    Uscirà a fine Settembre il libro Nasci, cresci e posta. I social network sono pieni di bambini: chi li protegge? che ho scritto insieme al bravo Simone Cosimi, giornalista che collabora con numerose testate nazionali. Nel parlare dell’uscita del libro con alcuni amici ho portato due esempi per me molto significativi. Appena nati, dopo l’ostetrica, la mamma e il papà, il primo oggetto che un neonato vede è proprio lo smartphone attraverso il quale viene fotografato. Sembra una provocazione ma se ci pensiamo bene è proprio così. Lo smartphone è uno dei primi oggetti con cui il bambino entra in relazione, e spesso questo contatto avviene già all’interno della sala…

  • le difficoltà nell'essere genitori
    Educazione digitale,  Genitori e figli

    Le difficoltà nell’essere genitori..su Facebook

    Essere genitori non è semplice. Soprattutto oggi, soprattutto quando molti esperti pretendono di poter dire la verità sull’educazione. Quali sono allora le difficoltà nell’essere genitori? Manuali, app, consigli di esperti, laboratori per genitori…fare il genitore sembra essere diventato un mestiere. Lo dico con un filo di apprensione e un po’ di preoccupazione, da genitore e psicoanalista. L’idea che pervade la nostra contemporaneità è che acquisendo le giuste competenze genitoriali si possa diventare buoni genitori in grado di far crescere un figlio realizzato e felice. I genitori cercano la ricetta della felicità e i vari esperti sono pronti a venderla a peso d’oro. Ma andiamo un passo alla volta. Qualche mese…

  • il rapporto dell'uomo con il reale
    Disagio della civiltà,  Psicoanalisi

    L’essere umano contemporaneo e il reale

    Inizio oggi, con la pubblicazione di questo articolo, ad affrontare il tema del rapporto dell’essere umano contemporaneo con il reale. Penso che questa possa essere una buona porta d’accesso per parlare dell’uomo al di là di internet e dei social network: il cambiamento che sta avvenendo, lo dirò in questo articolo, va infatti ben oltre l’utilizzo dei social network. Per fare questo ho trovato molto stimolante una conferenza di Lacan, intitolata “Psicoanalisi e cibernetica, o della natura del linguaggio” ,tenuta nel 1955 e pubblicata all’interno del seminario II. La cibernetica muoveva allora i primi passi ed era impossibile prevedere dove ci avrebbe portato il suo sviluppo.  Facebook non è il…

  • Psicoanalisi

    Le parole vuote della politica

    Resto spesso senza parole di fronte al teatro che la politica sta mettendo in scena da un po’ di tempo a questa parte. Un luogo in cui la parola non vale se non per la sua funzione strumentale e che, proprio per questo, può essere manipolata con estrema facilità. Una parola vuota, priva di un soggetto che se ne assume la responsabilità etica, è una parola che ha lo stesso valore di una parola mai pronunciata. Proprio per questo assistiamo con molta facilità a persone, non per forza politici, che dicono che la propria parola è stata fraintesa, che non voleva dire questo, che non ha mai detto una determinata…

  • Educazione digitale

    I Social media e la dimensione pubblica: è come essere sempre ad una cena di famiglia

    Prima dell’avvento dei social media nessuno di noi aveva un pubblico a cui rivolgersi. Solo gli attori, i  cantanti, gli sportivi, i politici… erano considerati personaggi pubblici. Questo significava due cose: la prima era che il personaggio pubblico aveva dei vantaggi dovuti alla sua notorietà; la seconda era che doveva pagare il prezzo di questa popolarità sacrificando la sua vita privata. In parte è vero ancora oggi. Un personaggio pubblico dovrebbe stare attento alle scelte che fa nella sua vita privata perché la sua popolarità non gli permette di passare inosservato. Deve scegliere con cura i locali in cui andare a mangiare, dove andare a fare le vacanze, con chi…

  • Educazione digitale

    Identità, immagine e social media

    Viviamo immersi nell’immagine e, cosa ancora più pericolosa, confondiamo quell’immagine con la nostra identità. Immagine e identità si incontrano online in una maniera inedita, nuova e, per alcuni versi, pericolosa. Sarebbe troppo facile, però, dare tutta la responsabilità ai social media. La verità è che i social ci piacciono tanto proprio perché ci consentono di mettere l’immagine, la nostra immagine, al centro del nostro universo. Pur non dando la colpa ai social media, però, dobbiamo notare come l’utilizzo dei social abbia portato le persone a relazionarsi in un modo del tutto inedito: online, senza corpo, immersi nell’immagine. Prima di quel momento, l’utilizzo del web e delle nuove tecnologie non chiamava…

  • Disagio della civiltà

    Internet in Africa

    Più di un volta, durante questo periodo in Africa, mi sono chiesto se stessimo vivendo nel 2014. Le strade non asfaltate, i villaggi di case di fango, l’assenza di acqua corrente, i bagni costruiti facendo un buco nel terreno…anche a Kampala, se pur le differenze con il resto dell’Uganda si notano, la situazione non è poi così diversa. Per esempio, quando piove (e lo fa abbastanza spesso…), l’unica cosa che si può fare è fermarsi ed aspettare. Le strade, non tutte asfaltate e piene di buche, diventano dei fiumi di fango e anche se con un ombrello si può pensare di coprirsi la testa non è possibile evitare di trovarsi…

  • Educazione digitale

    Online siamo più veri?

    “But is my collection of status updates, photos, videos, blogposts and podcasts really me? It’s one expression of self, for sure. It’ s also one that I manipulate”. Nell’introduzione al testo Untangling The Web, Aleks Krotoski, psicologa che studia il web e che conduce il programma Digital Human sulla BCCradio, si chiede se tutto quello che pubblichiamo online, in fondo, ci rappresenta davvero. La sua risposta è eccezionale: è certamente un’espressione del self ma è anche una parte che è possibile manipolare. In questi giorni sta spopolando in rete un video che ha messo in evidenza proprio queste dinamiche. Una persona, triste nel vedere sui social network la vita felice delle…

  • Senza categoria

    La caccia ai cyberbulli

    Gli articoli che in questi giorni parlano dell’ennesimo suicidio di una ragazzina di 14 anni ci devono indurre ad una profonda riflessione. Non voglio fare un processo ai media, non ne sarei capace e c’è gente più esperta di me in questo campo, però leggere certi articoli mi mette profondamente a disagio per diversi motivi. L’attacco che viene fatto ai social media non serve a nessuno. Non serve alla ragazza che si è uccisa, non serva alla sua famiglia, non serve agli altri ragazzi che continueranno ad usare i social, non serve alla scuola e agli educatori. Il fatto è drammatico. Tutte le volte che una persona, soprattutto se adolescente,…