• Riflessioni
    Disagio della civiltà,  Psicoanalisi

    La cibernetica e Lacan

    9 Febbraio 1955. Lacan sta tenendo la decima lezione del suo secondo seminario, intitolato L’io nella teoria di Freud e nella tecnica della psicoanalisi. Il seminario è molto bello, interessante sotto innumerevoli punti di vista. Lacan riprende Freud passo passo, chiede di leggerlo con attenzione, di non precipitarsi a voler capire e interpretare quello che Freud, molto semplicemente, non dice (cosa che Lacan continuamente critica agli psicoanalisti post-freudiani). All’interno di questa lezione, ad un certo punto, c’è un passaggio sulla cibernetica che trovo molto attuale e che proverò a riprendere e commentare. Lacan sta parlando di alcuni schemi che Freud ha utilizzato per provare a spiegare l’apparato psichico e, a…

  • Educazione digitale

    Il futuro visto dai giovani

    Ero ancora piccolo quando andai al cinema a vedere Ritorno al Futuro parte II. Rimasi senza parole nel pensare che nel 2015 ci sarebbero state scarpe che si autollacciavano, skateboard che planavano sull’aria, macchine volanti…possibile oppure solo fantascienza? Mi spiegarono che quello era un film, che in trent’anni non ci sarebbero stati cambiamenti così rivoluzionari. Si sbagliavano. Oggi le macchine non volano ma stanno per essere guidate da computer. Le consegne potrebbero arrivare tramite droni volanti. Gli smartphone ci consentono di teletrasportarci in altri ambienti.  I big data e gli algoritmi sempre più complessi consentono di simulare sempre di più l’intelligenza umana. Il futuro secondo i giovani è diverso dal…

  • Educazione digitale

    Basta parlare di nativi digitali

    La definizione di nativi digitali e immigrati digitali, coniata da Prensky nel 2001, ha avuto un notevole successo. Secondo Prensky i ragazzi nati nell’era digitale possiedono una capacità innata nell’utilizzo delle tecnologie mentre gli adulti, nati e cresciuti nell’era analogica, sono obbligati a imparare, spesso dai propri figli, queste capacità. Lo devo ammettere, anche io inizialmente sono caduto nella trappola di questa definizione. Quando si vede un bambino di un anno che sblocca un iPhone non si può non pensare di avere di fronte un nativo digitale. E lo stesso si può dire tutte le volte che una persona un po’ più anziana dice “ma perché questi ragazzi corrono con quell’aggeggio…

  • Disagio della civiltà

    Internet in Africa

    Più di un volta, durante questo periodo in Africa, mi sono chiesto se stessimo vivendo nel 2014. Le strade non asfaltate, i villaggi di case di fango, l’assenza di acqua corrente, i bagni costruiti facendo un buco nel terreno…anche a Kampala, se pur le differenze con il resto dell’Uganda si notano, la situazione non è poi così diversa. Per esempio, quando piove (e lo fa abbastanza spesso…), l’unica cosa che si può fare è fermarsi ed aspettare. Le strade, non tutte asfaltate e piene di buche, diventano dei fiumi di fango e anche se con un ombrello si può pensare di coprirsi la testa non è possibile evitare di trovarsi…

  • Disagio della civiltà,  Educazione digitale

    Self-tracking: più o meno potere?

    Oggi possediamo strumenti che permettono di registrare i nostri comportamenti, trasformarli in numeri, archiviarli, analizzarli, condividerli sui social media e, infine, ipotizzare i motivi per cui ci comportiamo in un determinato modo. Se ci si limita a una lettura superficiale del fenomeno, si potrebbe pensare che questa pratica sia poco comune e che sia portata avanti solo da alcuni appassionati di tecnologia nella Silicon Valley. Ma se apriamo gli occhi possiamo ad esempio accorgerci delle persone che, al parco, corrono con gli smartphone attaccati al braccio (forse sono più di quelle che corrono senza) per registrare in un’app i dati della loro corsa, come la distanza, la velocità, le calorie…

  • Psicoanalisi

    Abbiamo bisogno dell’Altro!

    In tempi non molto lontani, era impossibile per la maggior parte delle persone avere un pubblico a cui rivolgersi. I giornalisti, gli attori, gli scrittori, i musicisti…loro avevano un pubblico, mentre tutti gli altri erano il pubblico. Internet ha radicalmente trasformato tutto questo, offrendo a tutti l’opportunità e gli strumenti per poter rivolgersi all’altro pubblicamente. Succede così che con un blog si diventa giornalisti, con i social media si possono creare notizie e si può far sentire la propria voce, con Youtube si può diventare famosi pubblicando i propri video e con piattaforme di scrittura si riesce a mettere in piedi un ebook in pochi attimi. L’elenco potrebbe andare avanti…

  • Educazione digitale,  Psicoanalisi

    Non è tutta colpa di Google!

    Come esseri umani siamo portati ad evitare ciò che mette in discussione e che rappresenta la diversità. La vita quotidiana di ciascuno di noi è piena di esempi di questo tipo. Se si può scegliere tra una strada già fatta mille volte e una strada nuova, la maggioranza delle persone sceglierà automaticamente quella conosciuta. Questo non significa certo che non ci sia nell’uomo il desiderio di cambiamento ma, troppo spesso, questa spinta viene soppressa per innumerevoli ragioni. Quando un paziente parla del suo sintomo nella fase iniziale di una cura, si percepisce come esso ne abbia bisogno per poter vivere. Il sintomo rappresenta proprio l’emblema di ciò che non cambia,…

  • Educazione digitale

    Online siamo più veri?

    “But is my collection of status updates, photos, videos, blogposts and podcasts really me? It’s one expression of self, for sure. It’ s also one that I manipulate”. Nell’introduzione al testo Untangling The Web, Aleks Krotoski, psicologa che studia il web e che conduce il programma Digital Human sulla BCCradio, si chiede se tutto quello che pubblichiamo online, in fondo, ci rappresenta davvero. La sua risposta è eccezionale: è certamente un’espressione del self ma è anche una parte che è possibile manipolare. In questi giorni sta spopolando in rete un video che ha messo in evidenza proprio queste dinamiche. Una persona, triste nel vedere sui social network la vita felice delle…

  • Educazione digitale

    Possiamo ancora vivere senza telefono e Internet?

    Qualche giorno fa ho parlato ad un amico del mio lavoro, della passione per le nuove tecnologie, di come le app sui dispositivi mobile possano essere utilizzate dai bambini per scoprire l’ambiente circostante. Lui mi ha ascoltato e ad un certo punto mi ha detto: “Sai qual è la cosa che non mi convince di tutta questa innovazione tecnologica? Che senza uno strumento non può funzionare”. Sul momento non ho dato troppo peso a questa sua osservazione. Gli strumenti ci sono, hanno costi sempre più bassi e sono pertanto alla portata di quasi tutte le persone.  Molte persone, in questi giorni, mi hanno chiesto come fare per acquistare il mio ebook…

  • Educazione digitale

    Una grande opportunità…Chiacchierata con Luca Prasso di Curious Hat

    La chiacchierata con Luca Prasso, CEO e cofondatore di Curious Hat, è iniziata con il racconto della mia esperienza con un gruppo di genitori preoccupato per l’utilizzo che i loro figli fanno delle nuove tecnologie. Luca Prasso, prima di fondare Curious Hat nel 2011, lavorava alla DreamWorks Animation, dove è stato parte integrante del team che ha creato Shrek, Kung Fu Panda, Madagascar… Curious Hat è una start up divisa fra la California e la Francia che progetta e sviluppa app per bambini. Non giochi ma, come si legge sul sito, “strumenti che stimolano l’immaginazione e la creatività del bambino mentre scopre il mondo intorno a sé”. Luca mi racconta infatti…