• Adolescenza,  Educazione digitale

    iLove – l'amore ai tempi del web

    “Sei sempre single o solo?”. Allora ricordati che “ogni incontro può cambiare la tua vita”. Lovoo, Tinder e altre app di incontri puntano, almeno a livello pubblicitario, sulla voglia di libertà, di trovare il grande amore, quello che può cambiare il senso della vita di una persona. Prendiamo ad esempio questo video di presentazione dell’app: belle ragazze, vacanze e sguardi incrociati che solo grazie a Tinder si potranno trasformare in un’incontro all’ombra dell’Empire State Building. [vimeo 84069532 w=500 h=281] La realtà, come spesso capita, sembra però essere un po’ differente. Scarico l’app, creo il mio profilo, cerco nella mia zona persone interessanti, inizio a chattare con loro e magari le…

  • Educazione digitale

    I Social media e la dimensione pubblica: è come essere sempre ad una cena di famiglia

    Prima dell’avvento dei social media nessuno di noi aveva un pubblico a cui rivolgersi. Solo gli attori, i  cantanti, gli sportivi, i politici… erano considerati personaggi pubblici. Questo significava due cose: la prima era che il personaggio pubblico aveva dei vantaggi dovuti alla sua notorietà; la seconda era che doveva pagare il prezzo di questa popolarità sacrificando la sua vita privata. In parte è vero ancora oggi. Un personaggio pubblico dovrebbe stare attento alle scelte che fa nella sua vita privata perché la sua popolarità non gli permette di passare inosservato. Deve scegliere con cura i locali in cui andare a mangiare, dove andare a fare le vacanze, con chi…

  • Educazione digitale

    Basta parlare di nativi digitali

    La definizione di nativi digitali e immigrati digitali, coniata da Prensky nel 2001, ha avuto un notevole successo. Secondo Prensky i ragazzi nati nell’era digitale possiedono una capacità innata nell’utilizzo delle tecnologie mentre gli adulti, nati e cresciuti nell’era analogica, sono obbligati a imparare, spesso dai propri figli, queste capacità. Lo devo ammettere, anche io inizialmente sono caduto nella trappola di questa definizione. Quando si vede un bambino di un anno che sblocca un iPhone non si può non pensare di avere di fronte un nativo digitale. E lo stesso si può dire tutte le volte che una persona un po’ più anziana dice “ma perché questi ragazzi corrono con quell’aggeggio…

  • Disagio della civiltà

    Internet in Africa

    Più di un volta, durante questo periodo in Africa, mi sono chiesto se stessimo vivendo nel 2014. Le strade non asfaltate, i villaggi di case di fango, l’assenza di acqua corrente, i bagni costruiti facendo un buco nel terreno…anche a Kampala, se pur le differenze con il resto dell’Uganda si notano, la situazione non è poi così diversa. Per esempio, quando piove (e lo fa abbastanza spesso…), l’unica cosa che si può fare è fermarsi ed aspettare. Le strade, non tutte asfaltate e piene di buche, diventano dei fiumi di fango e anche se con un ombrello si può pensare di coprirsi la testa non è possibile evitare di trovarsi…

  • Disagio della civiltà,  Educazione digitale

    Self-tracking: più o meno potere?

    Oggi possediamo strumenti che permettono di registrare i nostri comportamenti, trasformarli in numeri, archiviarli, analizzarli, condividerli sui social media e, infine, ipotizzare i motivi per cui ci comportiamo in un determinato modo. Se ci si limita a una lettura superficiale del fenomeno, si potrebbe pensare che questa pratica sia poco comune e che sia portata avanti solo da alcuni appassionati di tecnologia nella Silicon Valley. Ma se apriamo gli occhi possiamo ad esempio accorgerci delle persone che, al parco, corrono con gli smartphone attaccati al braccio (forse sono più di quelle che corrono senza) per registrare in un’app i dati della loro corsa, come la distanza, la velocità, le calorie…

  • Educazione digitale,  Genitori e figli

    App per bambini: dobbiamo investire nell'educazione digitale

    Il dibattito che in questi giorni si è scatenato sul mondo delle app freemium destinate ai bambini mi sembra, come purtroppo capita spesso in Italia, un po’ sterile. Repubblica, martedì 15 Luglio, ha messo in luce con un articolo, “TrAppola per bambini”, il fenomeno delle app freemium. L’articolo, al cui interno trova spazio anche un mio commento, prende spunto dall’istruttoria che l’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha avviato a carico di Amazon, Google, Apple e Gameloft.  Non entrerò nel dettaglio di questa istruttoria, ci sono pareri più autorevoli in questo senso (leggi ad esempio Massimiliano Trovato). Mi limito a dire che è giusto interrogarsi sul fenomeno, cercare di…

  • Educazione digitale

    Possiamo ancora vivere senza telefono e Internet?

    Qualche giorno fa ho parlato ad un amico del mio lavoro, della passione per le nuove tecnologie, di come le app sui dispositivi mobile possano essere utilizzate dai bambini per scoprire l’ambiente circostante. Lui mi ha ascoltato e ad un certo punto mi ha detto: “Sai qual è la cosa che non mi convince di tutta questa innovazione tecnologica? Che senza uno strumento non può funzionare”. Sul momento non ho dato troppo peso a questa sua osservazione. Gli strumenti ci sono, hanno costi sempre più bassi e sono pertanto alla portata di quasi tutte le persone.  Molte persone, in questi giorni, mi hanno chiesto come fare per acquistare il mio ebook…

  • Educazione digitale

    "Educazione Digitale"

    “Ti è mai capitato di parlare con qualcuno e avere la sensazione che non ti stia ascoltando perché concentrato sul suo smartphone? Di avvertire che le nuove generazioni parlino un linguaggio distante anni luce dal tuo? Di tranquillizzare il tuo bambino utilizzando un tablet? Di fronte ai numerosi e profondi cambiamenti che la rivoluzione digitale sta portando, il mondo degli adulti si divide solitamente tra chi è a favore delle nuove tecnologie e chi è contrario. Se si vuole essere educatori nel tempo digitale, però, bisogna trovare una strada nuova. Occorre diventare “educatori funamboli”, in grado cioè di accogliere l’innovazione tenendo sempre presenti gli aspetti irrinunciabili di una buona educazione”…

  • Educazione digitale

    Se "digitale" fa rima con "proprietà privata"

    Problema: Mauro, padre di due figli, vede un parcheggio. Si avvicina al parcheggio soddisfatto, incredulo, sereno; succede raramente di trovare posto al primo colpo proprio sotto casa. Quando affianca la macchina al parcheggio conosce Antonio, anche lui padre di due figli: Antonio è in piedi, fermo sul parcheggio. “Mia moglie sta arrivando a casa. Ho visto il posto prima io”. Mauro si arrabbia, grida, urla e manda a quel paese Antonio. La loro storia finisce qui. In altre occasioni, purtroppo, dalle grida si passa alle mani. Soluzione: Alcuni uomini stanno progettando i parcheggi intelligenti. Quando tutte le macchine saranno connesse ad Internet e anche i parcheggi saranno dotati di sensori…

  • Psicoanalisi

    Le nuove tecnologie e la privatizzazione: dove finisce il bene comune (?)

    Nell’articolo I fantasmi nella macchina (Internazionale n.1033), Evgeny Morozov sostiene che una critica seria nei confronti della tecnologia è in realtà una critica al neoliberismo. In effetti, leggendo in profondità il suo articolo, è possibile cogliere una serie di questioni piuttosto centrali per la nostra società. Una di queste, che mi sento di sottolineare, è relativa alla dimensione del bene comune: esiste ancora un bene comune da difendere e da promuovere nell’era delle app privatizzate? A questa domanda, senza pensarci troppo, chiunque risponderebbe di sì, che il bene comune non è certo in crisi per colpa delle app e che le tecnologie non stanno facendo altro che individuare nuovi modi…