• Disagio della civiltà

    Gli Street Children di Kampala

    A Kampala ci sono numerosi ragazzini che vivono in strada senza genitori. Hanno dai 4 ai 17 anni e si sono allontanati da casa per diverse ragioni. Alcuni sono stati abbandonati, altri sono stati invitati ad andarsene per ragioni di povertà o sono scappati perché non sopportavano più le violenze domestiche…le loro storie sono varie ma il filo conduttore è che tutti loro vivono giorno e notte per strada. Uno di loro, che ha poi fondato un’associazione che lavora proprio con gli street children,  mi ha raccontato la sua storia. Quando aveva 10 anni suo padre si era risposato e lui non sopportava la nuova moglie del padre e i…

  • Disagio della civiltà

    Il tempo, l’organizzazione e la prevenzione. Concetti qui inutilizzabili

    Secondo alcuni ugandesi il problema del loro paese è la mancanza dell’inverno. Con l’arrivo del freddo, infatti, le persone sono obbligate ad organizzarsi: bisogna avere legna in abbondanza per cucinare e riscaldarsi, provviste di cibo, ripari per gli animali…Non si può vivere alla giornata, bisogna organizzare il lavoro e la vita quotidiana in funzione delle stagioni. In Uganda, invece, la popolazione si è abituata ad avere sempre a disposizione tutto ciò di cui necessita e non ha pertanto alcun motivo per doversi organizzare. Il freddo, con tutto ciò che questo significa, non arriva mai e la terra è sempre pronta a offrire i suoi frutti, in qualunque giorno dell’anno. Non credo che…

  • Disagio della civiltà

    Il saluto e la scoperta dell'Altro

    In Uganda non puoi iniziare a parlare con qualcuno se prima non gli chiedi “come stai?”. Ci metto un po’ ad abituarmi perché questa regola vale per tutte le persone e in ogni momento della giornata. La risposta è quasi sempre la stessa, ovvero “io sto bene e tu?”, ma se non chiedi al tuo interlocutore come sta prima di rivolgerti a lui il rischio che si offenda è molto alto. Quando si saluta e basta può capitare che l’altro ti risponda “sto bene”, sottolineando così la mancata domanda. Curioso questo modo di iniziare la relazione tra persone. I primi giorni in cui mi trovavo qui avevo la sensazione di…

  • Disagio della civiltà

    L'acqua e le numerose sfumature del cambiamento

    Il giallo, in Uganda, è il colore dell’acqua. Gialle, infatti, sono le taniche che le persone utilizzano per trasportare l’acqua dal pozzo o dal fiume a casa. Quando cammini per le strade dell’Uganda non puoi non accorgerti del giallo. A Kampala, la capitale, è un po’ diverso. Molte più case hanno l’acqua corrente e sono meno le persone che girano con le taniche. Ma appena fuori dalla città, lungo le strade, la gente cammina portando l’acqua nelle taniche sulla testa, sulle bici, sui boda-boda (motociclette che funzionano come dei taxi), o più semplicemente in mano. Donne, bambini, uomini…tutti sembrano trasportare l’acqua qui. Se vuoi sapere dove si trova il pozzo…

  • Disagio della civiltà

    In Africa

    Sono stato in Uganda per 5 settimane. Un’esperienza bella, intensa, ricca da tutti i punti di vista. Ho incontrato tante persone, visitato posti molto belli, passato del tempo con chi non possedeva altro che il proprio sorriso, scoperto una cultura così diversa dalla nostra. Forse, a ben pensarci, il regalo più grande che queste persone mi hanno consegnato è la “perdita del giudizio”. Già, proprio così. Il giudizio a cui noi occidentali siamo tanto legati qui non serve proprio a nulla e, anzi, rischia di non farti cogliere tutta la ricchezza che è presente in questo posto. Quando si perde il giudizio, si prova una sensazione di leggerezza che permette…