• Disagio della civiltà,  Educazione digitale

    Self-tracking: più o meno potere?

    Oggi possediamo strumenti che permettono di registrare i nostri comportamenti, trasformarli in numeri, archiviarli, analizzarli, condividerli sui social media e, infine, ipotizzare i motivi per cui ci comportiamo in un determinato modo. Se ci si limita a una lettura superficiale del fenomeno, si potrebbe pensare che questa pratica sia poco comune e che sia portata avanti solo da alcuni appassionati di tecnologia nella Silicon Valley. Ma se apriamo gli occhi possiamo ad esempio accorgerci delle persone che, al parco, corrono con gli smartphone attaccati al braccio (forse sono più di quelle che corrono senza) per registrare in un’app i dati della loro corsa, come la distanza, la velocità, le calorie…

  • Educazione digitale,  Psicoanalisi

    Non è tutta colpa di Google!

    Come esseri umani siamo portati ad evitare ciò che mette in discussione e che rappresenta la diversità. La vita quotidiana di ciascuno di noi è piena di esempi di questo tipo. Se si può scegliere tra una strada già fatta mille volte e una strada nuova, la maggioranza delle persone sceglierà automaticamente quella conosciuta. Questo non significa certo che non ci sia nell’uomo il desiderio di cambiamento ma, troppo spesso, questa spinta viene soppressa per innumerevoli ragioni. Quando un paziente parla del suo sintomo nella fase iniziale di una cura, si percepisce come esso ne abbia bisogno per poter vivere. Il sintomo rappresenta proprio l’emblema di ciò che non cambia,…

  • Educazione digitale

    Online siamo più veri?

    “But is my collection of status updates, photos, videos, blogposts and podcasts really me? It’s one expression of self, for sure. It’ s also one that I manipulate”. Nell’introduzione al testo Untangling The Web, Aleks Krotoski, psicologa che studia il web e che conduce il programma Digital Human sulla BCCradio, si chiede se tutto quello che pubblichiamo online, in fondo, ci rappresenta davvero. La sua risposta è eccezionale: è certamente un’espressione del self ma è anche una parte che è possibile manipolare. In questi giorni sta spopolando in rete un video che ha messo in evidenza proprio queste dinamiche. Una persona, triste nel vedere sui social network la vita felice delle…

  • Psicoanalisi

    Il lapsus nel digitale: qualche riflessione per iniziare ad errare

    Mentre scrivevo una relazione su un paziente di sesso maschile, le mie dita continuavano a battere sulla tastiera il suo nome declinandolo al femminile. Il mio lapsus di scrittura aveva messo fuori gioco anche il correttore automatico che, reso impotente dalla correttezza grammaticale di quello che stavo scrivendo, non era riuscito a modificare quell’errore. Per mia fortuna mi accorsi lo stesso di quel lapsus prima di consegnare la relazione e, dopo averlo corretto diverse volte, non potei fare a meno di domandarmi il motivo di quell’errore. Nella nuova era digitale anche il lapsus assume un nuovo posto e questo deve farci interrogare sulla necessità di inaugurare una nuova psicopatologia delle…