• Adolescenza,  Educazione digitale

    La popolarità prima di tutto

    Nuovi fatti di cronaca, nuovi tentativi di normare, nuove ipotesi sull’introduzione delle ore di educazione digitale a scuola. Di nuovo, a ben vedere, c’è ben poco. Si tratta dei soliti buoni propositi che i media e i politici chiamano in causa tutte le volte in cui, tramite il web, i ragazzi ci fanno notare che c’è qualche cosa che non sta funzionando nella nostra società. Per ragioni geografiche ho seguito più da vicino i fatti capitati a Torino e un po’ meno quelli di Sestri Ponente. In entrambi i casi, il ruolo che il web ha avuto è stato quello di amplificare e far vedere a tutti quello che può…

  • Adolescenza,  Educazione digitale

    Cyberbullismo: l'identità è in gioco!

    Articolo presentato al convegno “Non BullArti di me” organizzato dal centro studi Sereno Regis Viviamo immersi nell’immagine e, cosa ancora più pericolosa, confondiamo quell’immagine con la nostra identità. Sarebbe troppo facile, però, dare tutta la responsabilità ai social media. La verità è che i social ci piacciono tanto proprio perché ci consentono di mettere l’immagine, la nostra immagine, al centro del nostro universo. Pur non dando la colpa ai social media, però, dobbiamo notare come l’utilizzo dei social abbia portato le persone a relazionarsi in un modo del tutto inedito: online, senza corpo, immersi nell’immagine. Prima di quel momento, l’utilizzo del web e delle nuove tecnologie non chiamava in causa…

  • Disagio della civiltà,  Educazione digitale

    Self-tracking: più o meno potere?

    Oggi possediamo strumenti che permettono di registrare i nostri comportamenti, trasformarli in numeri, archiviarli, analizzarli, condividerli sui social media e, infine, ipotizzare i motivi per cui ci comportiamo in un determinato modo. Se ci si limita a una lettura superficiale del fenomeno, si potrebbe pensare che questa pratica sia poco comune e che sia portata avanti solo da alcuni appassionati di tecnologia nella Silicon Valley. Ma se apriamo gli occhi possiamo ad esempio accorgerci delle persone che, al parco, corrono con gli smartphone attaccati al braccio (forse sono più di quelle che corrono senza) per registrare in un’app i dati della loro corsa, come la distanza, la velocità, le calorie…

  • Psicoanalisi

    Abbiamo bisogno dell’Altro!

    In tempi non molto lontani, era impossibile per la maggior parte delle persone avere un pubblico a cui rivolgersi. I giornalisti, gli attori, gli scrittori, i musicisti…loro avevano un pubblico, mentre tutti gli altri erano il pubblico. Internet ha radicalmente trasformato tutto questo, offrendo a tutti l’opportunità e gli strumenti per poter rivolgersi all’altro pubblicamente. Succede così che con un blog si diventa giornalisti, con i social media si possono creare notizie e si può far sentire la propria voce, con Youtube si può diventare famosi pubblicando i propri video e con piattaforme di scrittura si riesce a mettere in piedi un ebook in pochi attimi. L’elenco potrebbe andare avanti…

  • Educazione digitale,  Psicoanalisi

    Non è tutta colpa di Google!

    Come esseri umani siamo portati ad evitare ciò che mette in discussione e che rappresenta la diversità. La vita quotidiana di ciascuno di noi è piena di esempi di questo tipo. Se si può scegliere tra una strada già fatta mille volte e una strada nuova, la maggioranza delle persone sceglierà automaticamente quella conosciuta. Questo non significa certo che non ci sia nell’uomo il desiderio di cambiamento ma, troppo spesso, questa spinta viene soppressa per innumerevoli ragioni. Quando un paziente parla del suo sintomo nella fase iniziale di una cura, si percepisce come esso ne abbia bisogno per poter vivere. Il sintomo rappresenta proprio l’emblema di ciò che non cambia,…

  • Educazione digitale

    Online siamo più veri?

    “But is my collection of status updates, photos, videos, blogposts and podcasts really me? It’s one expression of self, for sure. It’ s also one that I manipulate”. Nell’introduzione al testo Untangling The Web, Aleks Krotoski, psicologa che studia il web e che conduce il programma Digital Human sulla BCCradio, si chiede se tutto quello che pubblichiamo online, in fondo, ci rappresenta davvero. La sua risposta è eccezionale: è certamente un’espressione del self ma è anche una parte che è possibile manipolare. In questi giorni sta spopolando in rete un video che ha messo in evidenza proprio queste dinamiche. Una persona, triste nel vedere sui social network la vita felice delle…

  • Adolescenza,  Educazione digitale

    Cyberbullismo e drama: giovani alla ricerca dell’attenzione

    Danah Boyd, nel suo libro It’s complicated, nel capitolo sul Bullismo parla di un social network  che è stato accusato di incitazione alla violenza da parte di genitori, insegnanti e media. Su questo social network è possibile fare delle domande in forma anonima e spesso le interazioni tra ragazzi si sono trasformate in veri e propri campi di battaglia. No, Danah Boyd non sta parlando di Ask.fm ma di un altro social, Formspring, diventato molto popolare tra i ragazzi negli USA nel 2010 e finito sotto processo mediatico per l’uso “violento” che i ragazzi ne facevano, un po’ come sta accadendo adesso con Ask.fm. Il caso di Formspring è molto…

  • Adolescenza,  Educazione digitale

    Un "selfie" al giorno per costruire la propria identità?

    Qualche giorno fa, prendendo in mano un iPad, una ragazza di 16 anni mi dice: “Con questo si fanno delle selfie giganti!!!!”. Tra me e me ho pensato: “Eccezionale…un iPad è capace di fare infinte cose ma la prima cosa che una ragazza nota è la grandezza dello schermo e la sua faccia ripresa a grandezza naturale”. Per chi ancora non sapesse cos’è un selfie ecco una fotografia che lo spiega meglio di qualsiasi parola. Una delle caratteristiche del selfie, infatti, è proprio quella di sostituire le parole. Pubblico un’immagine che parla al posto mio ed evito di usare le parole che, invece, potrebbero non riuscire a descrivere esattamente quello…

  • Psicoanalisi

    La trasparenza di Internet (non) è sempre una virtù

    Chi legge i miei articoli da un po’ di tempo sa quanto mia piaccia giocare con i titoli. Un buon titolo, a mio parere, deve provocare, deve porre immediatamente delle questioni, deve costringermi ad abbandonare ciò che pensavo di sapere per poter proseguire in una nuova direzione. La trasparenza di Internet, nel corso di questi ultimi anni, ha assunto sempre più importanza accompagnata spesso al termine “giustizia”. Se un’attività è trasparente tutte le persone possono osservarla e giudicarla ed è quindi più difficile che qualcuno non stia alle regole del gioco. In politica, ad esempio, sapere che tutte le spese fatte da un partito andranno online dovrebbe portare i politici…