• I social network sono pieni di bambini: chi li protegge?
    Educazione digitale,  Genitori e figli

    Nasci, cresci e posta. I social network sono pieni di bambini: chi li protegge?

    Uscirà a fine Settembre il libro Nasci, cresci e posta. I social network sono pieni di bambini: chi li protegge? che ho scritto insieme al bravo Simone Cosimi, giornalista che collabora con numerose testate nazionali. Nel parlare dell’uscita del libro con alcuni amici ho portato due esempi per me molto significativi. Appena nati, dopo l’ostetrica, la mamma e il papà, il primo oggetto che un neonato vede è proprio lo smartphone attraverso il quale viene fotografato. Sembra una provocazione ma se ci pensiamo bene è proprio così. Lo smartphone è uno dei primi oggetti con cui il bambino entra in relazione, e spesso questo contatto avviene già all’interno della sala…

  • Parlare di libertà ai giovani
    Adolescenza,  Educazione digitale

    Parlare di libertà ai giovani

    Ha ancora senso parlare di libertà ai giovani? Parlare di legge e di regole in una società che chiama censura o ingiustizia qualsiasi azione diretta a limitare l’espressione individuale? Sicuramente sì, anche se indubbiamente occorre inventarsi un nuovo modo per far funzionare queste parole. Anzi, possiamo dire che se vogliamo lasciare in eredità un mondo migliore dobbiamo operarci affinché la legge torni a svolgere quella funzione di limite al godimento, unica strada possibile per tornare a parlare di desiderio. Lo dico senza paura: il modo degli adulti deve parlare ai giovani di amore, ovvero di ciò che rende piena e unica una vita. Altrimenti si continuerà a illudere la gioventù, ma…

  • Educazione digitale

    Essere figli al tempo dello smartphone

    La sensazione, leggendo Gli sdraiati di Michele Serra, è quella di ritrovarsi in un’era in cui giovani e vecchi non si confrontano più perché il “campo di battaglia”, dell’incontro ma anche dello scontro, non è più il medesimo. L’epica battaglia tra giovani e vecchi sembra essere arrivata ad un punto di non ritorno: non ci sono più vincitori e vinti, per il semplice fatto che non c’è più scontro. Immagino che tutto ciò possa suonare strano, soprattutto in questo tempo in cui si sente tanto parlare di scontro generazionale: i giovani sembrano essere distanti dai loro genitori come non lo sono stati mai e gli adulti devono rincorrere i ragazzi…

  • Educazione digitale

    Da complici a bulli dell’aggressore: andata e ritorno in 24 ore

    “Non capisco – mi chiede un insegnante – come possano continuare a funzionare le dinamiche di gruppo anche su Facebook, quando una persona si ritrova da sola nella sua camera a scegliere quale contenuto condividere e quale no?”. Questa domanda arriva al termine di un incontro con un gruppo di ragazzi. Parlando degli ultimi fatti di cronaca (il pestaggio a Sestri Ponente e il video girato nei bagni della discoteca Loud a Torino), alcuni di loro dicevano che spesso è il gruppo che ti spinge a compiere certe azioni, anche sui social, anche se ti trovi in camera da solo. Perché? Per la popolarità, dicono alcuni. Perché gli altri vedono…

  • Adolescenza,  Educazione digitale

    La popolarità prima di tutto

    Nuovi fatti di cronaca, nuovi tentativi di normare, nuove ipotesi sull’introduzione delle ore di educazione digitale a scuola. Di nuovo, a ben vedere, c’è ben poco. Si tratta dei soliti buoni propositi che i media e i politici chiamano in causa tutte le volte in cui, tramite il web, i ragazzi ci fanno notare che c’è qualche cosa che non sta funzionando nella nostra società. Per ragioni geografiche ho seguito più da vicino i fatti capitati a Torino e un po’ meno quelli di Sestri Ponente. In entrambi i casi, il ruolo che il web ha avuto è stato quello di amplificare e far vedere a tutti quello che può…

  • Educazione digitale

    Tecnologie Digitali e Bambini

    Dare un consiglio è sempre difficile, ne sono consapevole. Nel campo educativo, poi, lo è ancora di più. In alcuni casi, un consiglio dato in buona fede e supportato magari da evidenze scientifiche, può addirittura creare l’effetto contrario e diventare pericoloso. Questo perché, come ci suggerisce Calvino nelle sue Lezioni Americane, “ogni vita è un’enciclopedia, una biblioteca, un inventario d’oggetti, un campionario di stili, dove tutto può essere continuamente rimescolato e riordinato in tutti i modi possibili”. Per questo motivo sul mio blog, nei miei articoli, all’interno del gruppo per genitori sull’educazione digitale, i consigli scarseggiano. Oggi farò un eccezione, e vi spiego subito il perché. Nel mese di Novembre…

  • Educazione digitale

    Adozione, Internet e nuove tecnologie: un percorso complicato?

    Venerdì 14 Novembre ho avuto la fortuna di partecipare ad una serata formativa dell’Associazione di famiglie accoglienti Polaris. Ho parlato con loro di Educazione Digitale e di come Internet abbia “complicato” il percorso delle famiglie adottive. La questione delle origini, con la quale molti ragazzi adottati devono prima o poi fare i conti, assume infatti oggi nuove sfumature che non possono più essere messe da parte. L’adozione “Mia madre mi ha detto di parlarle delle miei origini…sono un bambino adottato”. A dirlo è un ragazzo di 20 anni ed è curioso che utilizzi questa espressione, non essendo più bambino ed essendo stato adottato quando era molto piccolo. L’adozione sembra avere…

  • Educazione digitale

    Identità, immagine e social media

    Viviamo immersi nell’immagine e, cosa ancora più pericolosa, confondiamo quell’immagine con la nostra identità. Immagine e identità si incontrano online in una maniera inedita, nuova e, per alcuni versi, pericolosa. Sarebbe troppo facile, però, dare tutta la responsabilità ai social media. La verità è che i social ci piacciono tanto proprio perché ci consentono di mettere l’immagine, la nostra immagine, al centro del nostro universo. Pur non dando la colpa ai social media, però, dobbiamo notare come l’utilizzo dei social abbia portato le persone a relazionarsi in un modo del tutto inedito: online, senza corpo, immersi nell’immagine. Prima di quel momento, l’utilizzo del web e delle nuove tecnologie non chiamava…

  • Educazione digitale

    Basta parlare di nativi digitali

    La definizione di nativi digitali e immigrati digitali, coniata da Prensky nel 2001, ha avuto un notevole successo. Secondo Prensky i ragazzi nati nell’era digitale possiedono una capacità innata nell’utilizzo delle tecnologie mentre gli adulti, nati e cresciuti nell’era analogica, sono obbligati a imparare, spesso dai propri figli, queste capacità. Lo devo ammettere, anche io inizialmente sono caduto nella trappola di questa definizione. Quando si vede un bambino di un anno che sblocca un iPhone non si può non pensare di avere di fronte un nativo digitale. E lo stesso si può dire tutte le volte che una persona un po’ più anziana dice “ma perché questi ragazzi corrono con quell’aggeggio…

  • Disagio della civiltà,  Educazione digitale

    Self-tracking: più o meno potere?

    Oggi possediamo strumenti che permettono di registrare i nostri comportamenti, trasformarli in numeri, archiviarli, analizzarli, condividerli sui social media e, infine, ipotizzare i motivi per cui ci comportiamo in un determinato modo. Se ci si limita a una lettura superficiale del fenomeno, si potrebbe pensare che questa pratica sia poco comune e che sia portata avanti solo da alcuni appassionati di tecnologia nella Silicon Valley. Ma se apriamo gli occhi possiamo ad esempio accorgerci delle persone che, al parco, corrono con gli smartphone attaccati al braccio (forse sono più di quelle che corrono senza) per registrare in un’app i dati della loro corsa, come la distanza, la velocità, le calorie…