Chi sono

Clinica e innovazione. Sono le due parole chiave della mia vita. Da una parte il desiderio di cura, dall’altra l’essere sempre pronto a sperimentare esperienze nuove. La prevenzione e il sostegno psicologico in adolescenza; la psicoterapia e la psicoanalisi rivolta agli adulti; un interesse per il sociale che non viene mai meno. Ecco la mia storia.

Il primo incontro e gli anni dell’Università

Nel 2002 mi sono iscritto alla facoltà di Psicologia dell’Università di Torino e nel 2005 mi sono laureato con 110 e lode. La mia tesi affrontava il tema dell’immigrazione. In particolare, quel difficile compito di rinegoziazione della propria cultura che una persona immigrata attraversa. Dopo i primi tre anni, il biennio magistrale in Psicologia clinica e di comunità. Nel 2008 mi sono laureato, sempre con 110 e lode, con una tesi di ricerca sulla comunità romena a Torino. Il mio interesse è stato da sempre rivolto al sociale, a quel disagio della civiltà di cui parla Freud che non può essere scollegato dalla psicoanalisi e dalla clinica.

Negli anni dell’Università, oltre a continuare il mio cammino come capo-educatore all’interno dell’associazione scout AGESCI, mi sono avvicinato anche all’associazione Psicologi per i Popoli. Uno dei temi principali trattati dall’associazione è stata la psicologia dell’emergenza. In quegli anni ho avuto l’onore di dare vita, grazie all’entusiasmo e alle capacità della dott.ssa Maria Teresa Fenoglio, alle squadre di intervento psicologico in situazioni di emergenza sulle ambulanze del 118 a Torino.

Il Gruppo Abele e la scuola di specializzazione in psicoterapia a indirizzo lacaniano

Finita la formazione universitaria e prima di intraprendere una nuova esperienza formativa, sono stato assunto all’associazione Gruppo Abele Onlus. Il mio primo anno al “gruppo” l’ho passato presso la Casa Alloggio per malati di HIV Cascina Tario: un’esperienza bella, importante, utile sotto innumerevoli punti di vista. Dopo questa prima esperienza, mi sono spostato presso il servizio ambulatoriale di Accoglienza e Trattamento delle dipendenze. Qui ho passato tre anni molto intensi e belli.

In quegli anni, complice anche il mio percorso di analisi ad indirizzo lacaniano con il dott. Lodari Gabriele, a cui devo molto di quello che sono, ho sentito forte la necessità di continuare la mia formazione in campo psicoanalitico. Così mi sono iscritto alla scuola di specializzazione quadriennale in psicoterapia “Laboratorio Freudiano Milano” e ho frequentato le attività dell’Associazione Lacaniana Internazionale di Torino. Mi sono specializzato nel 2014, con una tesi che indagava il rapporto tra le nuove tecnologie e l’identità.

Il presente, i libri, le collaborazioni

Dal 2013, anno in cui ho salutato il Gruppo Abele, ho cominciato a lavorare privatamente nel mio studio. In questi anni, oltre ad operare come psicoterapeuta e psicoanalista, ho avuto la fortuna di collaborare con la Caritas Diocesana di Torino e di cominciare un bel rapporto di lavoro con la cooperativa Terra Mia. Con i colleghi della cooperativa mi occupo oggi di prevenzione e sostegno psicologico in adolescenza. Ma ci sono stati, e ci sono ancora, tanti altri compagni di strada.

Faccio parte della redazione di Mamamo.it (portale che si occupa di educazione digitale) dove scrivo di adolescenti, social network, videogame e educazione digitale

I giovani sospesi tra nuove tecnologie e socia network
I giovani non sono una minaccia (2019)

Con questo spirito nascono anche i miei libri, pubblicati con la casa editrice Città Nuova. L’ultimo arrivato, I giovani non sono una minaccia. Anche se fanno di tutto per sembrarlo, mette al centro la crescita dei giovani. Come si diventa grandi oggi?

Anche i libri precedenti, scritti con il bravissimo giornalista Simone Cosimi, affrontano il tema del rapporto con le nuove tecnologie. Il primo, Nasci, cresci e posta. I social network sono pieni di bambini: chi li protegge?, l’abbiamo scritto nel 2017. Il secondo,  Cyberbullismo nel 2018. 

Anche la scrittura è un modo per fare prevenzione e sostegno psicologico in adolescenza

 Alberto Rossetti