Educazione digitale

"Per crescere nella nostra società è necessario che i bambini imparino a parlare prima che a utilizzare le emoji, che provino a esprimere i propri sentimenti di fronte a un altro essere umano senza utilizzare uno smartphone, che riescano a distinguere un palcoscenico dalla vita reale, e per tutto questo, che piaccia o no, serve la testimonianza vera, e per questo anche imperfetta, di un adulto" - Nasci, cresci e posta (2017) Cosimi S., Rossetti A.

  • Adolescenza,  Educazione digitale

    iLove – l'amore ai tempi del web

    “Sei sempre single o solo?”. Allora ricordati che “ogni incontro può cambiare la tua vita”. Lovoo, Tinder e altre app di incontri puntano, almeno a livello pubblicitario, sulla voglia di libertà, di trovare il grande amore, quello che può cambiare il senso della vita di una persona. Prendiamo ad esempio questo video di presentazione dell’app: belle ragazze, vacanze e sguardi incrociati che solo grazie a Tinder si potranno trasformare in un’incontro all’ombra dell’Empire State Building. [vimeo 84069532 w=500 h=281] La realtà, come spesso capita, sembra però essere un po’ differente. Scarico l’app, creo il mio profilo, cerco nella mia zona persone interessanti, inizio a chattare con loro e magari le…

  • Educazione digitale,  Genitori e figli

    Elogio del limite (in assenza del padre vince il video game)

    “Cosa resta del padre?” si chiede Massimo Recalcati, psicoanalista, in un interessante testo del 2011. Sembrerebbe che il padre, nella nostra società, non abbia più un ruolo ben definito. Se facciamo un piccolo salto indietro nel tempo e utilizziamo l’immaginazione, possiamo osservare la figura di un padre in grado di esigere rispetto per il semplice fatto di essere chiamato padre dal figlio. Il padre, fino a un po’ di anni fa, occupava una posizione simbolica all’interno della famiglia che non era messa in discussione da nessuno. I cambiamenti della nostra società, dal secondo dopo guerra ai giorni nostri, passando attraverso le contestazioni rivoluzionarie del ’68, hanno invece portato il padre…

  • Educazione digitale

    Il futuro visto dai giovani

    Ero ancora piccolo quando andai al cinema a vedere Ritorno al Futuro parte II. Rimasi senza parole nel pensare che nel 2015 ci sarebbero state scarpe che si autollacciavano, skateboard che planavano sull’aria, macchine volanti…possibile oppure solo fantascienza? Mi spiegarono che quello era un film, che in trent’anni non ci sarebbero stati cambiamenti così rivoluzionari. Si sbagliavano. Oggi le macchine non volano ma stanno per essere guidate da computer. Le consegne potrebbero arrivare tramite droni volanti. Gli smartphone ci consentono di teletrasportarci in altri ambienti.  I big data e gli algoritmi sempre più complessi consentono di simulare sempre di più l’intelligenza umana. Il futuro secondo i giovani è diverso dal…

  • Educazione digitale

    Essere figli al tempo dello smartphone

    La sensazione, leggendo Gli sdraiati di Michele Serra, è quella di ritrovarsi in un’era in cui giovani e vecchi non si confrontano più perché il “campo di battaglia”, dell’incontro ma anche dello scontro, non è più il medesimo. L’epica battaglia tra giovani e vecchi sembra essere arrivata ad un punto di non ritorno: non ci sono più vincitori e vinti, per il semplice fatto che non c’è più scontro. Immagino che tutto ciò possa suonare strano, soprattutto in questo tempo in cui si sente tanto parlare di scontro generazionale: i giovani sembrano essere distanti dai loro genitori come non lo sono stati mai e gli adulti devono rincorrere i ragazzi…

  • Educazione digitale

    La violenza nei video game: spaventa ma non fa male

    Un video game con contenuti violenti rende un giocatore più aggressivo e propenso ad essere a sua volta violento? Se negli ultimi mesi avete letto alcuni quotidiani o visto alcuni programmi TV la risposta che vi darete sarà senza dubbio sì. I media sono stati infatti teatro di un duro attacco al mondo dei video game “violenti”. Riccardo Luna, su Repubblica, in un articolo dal titolo “Non è un gioco degradare le donne – L’appello contro il video game violento” scrive: “Sul tavolo del presidente del Consiglio Matteo Renzi è arrivata una lettera che parla di sesso, bugie e videogame. Parla di uno scandalo che accade tutti i giorni in…

  • Educazione digitale

    Da complici a bulli dell’aggressore: andata e ritorno in 24 ore

    “Non capisco – mi chiede un insegnante – come possano continuare a funzionare le dinamiche di gruppo anche su Facebook, quando una persona si ritrova da sola nella sua camera a scegliere quale contenuto condividere e quale no?”. Questa domanda arriva al termine di un incontro con un gruppo di ragazzi. Parlando degli ultimi fatti di cronaca (il pestaggio a Sestri Ponente e il video girato nei bagni della discoteca Loud a Torino), alcuni di loro dicevano che spesso è il gruppo che ti spinge a compiere certe azioni, anche sui social, anche se ti trovi in camera da solo. Perché? Per la popolarità, dicono alcuni. Perché gli altri vedono…

  • Adolescenza,  Educazione digitale

    La popolarità prima di tutto

    Nuovi fatti di cronaca, nuovi tentativi di normare, nuove ipotesi sull’introduzione delle ore di educazione digitale a scuola. Di nuovo, a ben vedere, c’è ben poco. Si tratta dei soliti buoni propositi che i media e i politici chiamano in causa tutte le volte in cui, tramite il web, i ragazzi ci fanno notare che c’è qualche cosa che non sta funzionando nella nostra società. Per ragioni geografiche ho seguito più da vicino i fatti capitati a Torino e un po’ meno quelli di Sestri Ponente. In entrambi i casi, il ruolo che il web ha avuto è stato quello di amplificare e far vedere a tutti quello che può…

  • Educazione digitale

    Free to play…la vita dietro ad un videogame

    Questo documentario, che consiglio di vedere, racconta la storia di tre ragazzi giocatori professionisti di Dota 2. Dota, per chi non lo conoscesse, è un videogame strategico in tempo reale. Come si può leggere sulla pagina di Wikipedia dedicata al gioco, esistono diverse modalità di gioco ma quella di cui si parla nel documentario è quella team vs team. Si sfidano due squadre, entrambe composte da 5 giocatori, all’interno di un campo di gioco diviso in due parti. Ogni squadra deve difendere la propria base dagli attacchi dell’avversario e nello stesso tempo tentare di distruggere la base del nemico. Scopo del gioco è abbattere la base nemica, chiamata the ancient.…

  • Educazione digitale

    I Social media e la dimensione pubblica: è come essere sempre ad una cena di famiglia

    Prima dell’avvento dei social media nessuno di noi aveva un pubblico a cui rivolgersi. Solo gli attori, i  cantanti, gli sportivi, i politici… erano considerati personaggi pubblici. Questo significava due cose: la prima era che il personaggio pubblico aveva dei vantaggi dovuti alla sua notorietà; la seconda era che doveva pagare il prezzo di questa popolarità sacrificando la sua vita privata. In parte è vero ancora oggi. Un personaggio pubblico dovrebbe stare attento alle scelte che fa nella sua vita privata perché la sua popolarità non gli permette di passare inosservato. Deve scegliere con cura i locali in cui andare a mangiare, dove andare a fare le vacanze, con chi…

  • Educazione digitale

    Tecnologie Digitali e Bambini

    Dare un consiglio è sempre difficile, ne sono consapevole. Nel campo educativo, poi, lo è ancora di più. In alcuni casi, un consiglio dato in buona fede e supportato magari da evidenze scientifiche, può addirittura creare l’effetto contrario e diventare pericoloso. Questo perché, come ci suggerisce Calvino nelle sue Lezioni Americane, “ogni vita è un’enciclopedia, una biblioteca, un inventario d’oggetti, un campionario di stili, dove tutto può essere continuamente rimescolato e riordinato in tutti i modi possibili”. Per questo motivo sul mio blog, nei miei articoli, all’interno del gruppo per genitori sull’educazione digitale, i consigli scarseggiano. Oggi farò un eccezione, e vi spiego subito il perché. Nel mese di Novembre…