Educazione digitale

"Per crescere nella nostra società è necessario che i bambini imparino a parlare prima che a utilizzare le emoji, che provino a esprimere i propri sentimenti di fronte a un altro essere umano senza utilizzare uno smartphone, che riescano a distinguere un palcoscenico dalla vita reale, e per tutto questo, che piaccia o no, serve la testimonianza vera, e per questo anche imperfetta, di un adulto" - Nasci, cresci e posta (2017) Cosimi S., Rossetti A.

  • Giovani e smartphone: una droga?
    Adolescenza,  Educazione digitale

    Giovani e smartphone: una droga?

    Durate un incontro in una seconda superiore, ho chiesto ai ragazzi di scrivere un titolo di giornale che indagasse il rapporto tra i giovani e gli smartphone. Alcuni di loro si sono chiesti: è una droga? Ecco cosa è emerso. Oggi ho chiesto ad alcuni ragazzi di 15 anni di scrivere un titolo su giovani e nuove tecnologie. Riporto i loro lavori (le parti tra parentesi sono ovviamente mie). I primi hanno scritto: “SOCIAL, è davvero come tutti credono?”La nuova droga dei giovani, così affermano i nati prima di oggi. Ma è realmente così? Solo i giovani usano il telefono? Senza bisogno di tanti studi si può confermare che è…

  • differenze tra la lettura su carta e quella su schermo
    Educazione digitale

    Meglio l’ebook? Differenze tra la lettura su carta e quella su schermo

    Il futuro è in digitale. Già, ma andiamoci piano. Una ricerca portata avanti dall’Università del Maryland, e raccontata da La Stampa qualche giorno fa, ha messo in luce alcune grosse differenze tra la lettura su carta e quella su schermo. In breve, la lettura in digitale permette una comprensione del testo generale simile a quella che si ottiene leggendo su carta. Quando però si tratta di andare nei dettagli e approfondire il testo, la lettura su carta risulta essere nettamente migliore. La velocità Perché queste differenze? Qui possiamo rifarci a un’esperienza comune a tutti noi. Quando leggiamo su schermo tendiamo a correre sulle parole, a saltare da una riga all’altra,…

  • Come ci tracciano i social network?
    Educazione digitale

    Come ci tracciano i social network?

    I social network sono entrati con prepotenza a fare parte della nostra vita. Come ci tracciano? Che informazioni cercano e come le rivendono? Come fanno a sapere tutto di noi? Soprattutto, perché glielo permettiamo? In questo articolo parlo di come Facebook e Twitter sono entrati nella mia vita “Facebook ci osserva, e poi usa quello che sa di noi e del nostro comportamento per vendere pubblicità. Non credo che esista uno scollamento più totale tra ciò che un’azienda dice (“mettere in contatto”, “costruire comunità”) e la realtà commerciale.” Leggendo John Lanchester su Internazionale n.1222 non si può che provare un certo disagio. Fin dal titolo, “La merce sei tu”, risulta…

  • I social network sono pieni di bambini: chi li protegge?
    Educazione digitale,  Genitori e figli

    Nasci, cresci e posta. I social network sono pieni di bambini: chi li protegge?

    Uscirà a fine Settembre il libro Nasci, cresci e posta. I social network sono pieni di bambini: chi li protegge? che ho scritto insieme al bravo Simone Cosimi, giornalista che collabora con numerose testate nazionali. Nel parlare dell’uscita del libro con alcuni amici ho portato due esempi per me molto significativi. Appena nati, dopo l’ostetrica, la mamma e il papà, il primo oggetto che un neonato vede è proprio lo smartphone attraverso il quale viene fotografato. Sembra una provocazione ma se ci pensiamo bene è proprio così. Lo smartphone è uno dei primi oggetti con cui il bambino entra in relazione, e spesso questo contatto avviene già all’interno della sala…

  • le difficoltà nell'essere genitori
    Educazione digitale,  Genitori e figli

    Le difficoltà nell’essere genitori..su Facebook

    Essere genitori non è semplice. Soprattutto oggi, soprattutto quando molti esperti pretendono di poter dire la verità sull’educazione. Quali sono allora le difficoltà nell’essere genitori? Manuali, app, consigli di esperti, laboratori per genitori…fare il genitore sembra essere diventato un mestiere. Lo dico con un filo di apprensione e un po’ di preoccupazione, da genitore e psicoanalista. L’idea che pervade la nostra contemporaneità è che acquisendo le giuste competenze genitoriali si possa diventare buoni genitori in grado di far crescere un figlio realizzato e felice. I genitori cercano la ricetta della felicità e i vari esperti sono pronti a venderla a peso d’oro. Ma andiamo un passo alla volta. Qualche mese…

  • Educazione digitale

    Appassionati di gaming. Quando il videogame diventa una gabbia. Facciamo chiarezza

      Partiamo dall’inizio. Ovvero da quando i primi clinici hanno cominciato a incontrare ragazzi che mostravano dei sintomi tipici delle dipendenze in ragazzi che passavano molte ore della loro giornata a giocare al computer. Dipendenze da Internet, le hanno chiamate, e hanno preso a prestito i criteri diagnostici del gioco d’azzardo patologico apportando qualche piccola modifica. Il GAP (Gioco Azzardo Patologico) sembrava essere quella forma di dipendenza più simile a quella osservata in questi ragazzi: non c’era infatti intromissione di sostanze ma una dipendenza da un comportamento, in questo caso il gioco, che portava le persone ad avere comportamenti bizzarri e a ritirarsi dalla vita sociale. Inizialmente con dipendenza da…

  • Parlare di libertà ai giovani
    Adolescenza,  Educazione digitale

    Parlare di libertà ai giovani

    Ha ancora senso parlare di libertà ai giovani? Parlare di legge e di regole in una società che chiama censura o ingiustizia qualsiasi azione diretta a limitare l’espressione individuale? Sicuramente sì, anche se indubbiamente occorre inventarsi un nuovo modo per far funzionare queste parole. Anzi, possiamo dire che se vogliamo lasciare in eredità un mondo migliore dobbiamo operarci affinché la legge torni a svolgere quella funzione di limite al godimento, unica strada possibile per tornare a parlare di desiderio. Lo dico senza paura: il modo degli adulti deve parlare ai giovani di amore, ovvero di ciò che rende piena e unica una vita. Altrimenti si continuerà a illudere la gioventù, ma…

  • Adolescenza,  Educazione digitale

    Lo smartphone e limiti ambigui dell'io

    Lo sguardo dei bambini rappresenta forse il modo migliore che abbiamo per leggere alcuni aspetti della nostra contemporaneità. Si dice che i bambini siano molto attratti dal digitale, dalle immagini colorate e in movimento, dalla possibilità di modificarle con un tocco del dito. In effetti basta osservare alcuni bambini alle prese con un tablet per rendersi conto di come siano completamente catturati da questo strumento al punto da escludere parte della realtà che li circonda. Ma se ci fermiamo a questa osservazione perdiamo, a mio avviso, il punto essenziale. I bambini, ancora prima di essere affascinati dallo strumento e dalle sue potenzialità, sembrano considerare lo strumento tecnologico come parte dell’io…

  • Educazione digitale

    Il videogame mi diverte, la vita mi annoia

    Qualche anno fa, chiesi ad un gruppo di ragazzi di 16 anni di inventare un gioco a squadre. Ci sedemmo in cerchio e prendemmo un cartellone. Sembrava un “gioco da ragazzi” creare un gioco, ma fin dalle prime battute fu chiaro che il compito non era così facile. La prima questione che ci si pose fu: un gioco deve avere un obiettivo, altrimenti non è un gioco. Prendemmo a prestito l’obiettivo di tanti sport di squadra: fare goal, ovvero far passare il pallone attraverso una porta. Ogni squadra ne aveva una propria e l’obiettivo era fare almeno un goal in più dell’avversario. Feci notare ai ragazzi che l’obiettivo di questo…

  • Adolescenza,  Educazione digitale

    La clinica dei ragazzi isolati (o hikikomori)

    La porta chiusa, le tapparelle abbassate, le cuffie appoggiate sopra le orecchie, le dita che battono sulla tastiera del computer e lo sguardo che si distrae interagendo con immagini inoffensive. Questa è più o meno la condizione in cui vive un ragazzo adolescente che ad un certo punto della  vita, dopo avere espresso numerosi segnali di fatica, chiude la porta della propria camera provando a cullare l’illusione di poter fare a meno dell’Altro. Non si ribella, non scappa di casa, non cerca di emanciparsi dalla propria famiglia. Al contrario va ad occupare, potremmo quasi dire blindare, un posto particolare all’interno della propria casa e famiglia. Da un lato c’è, esiste,…