Disagio della civiltà

"La contrapposizione tra psicologia individuale e psicologia sociale o delle masse, contrapposizione che a prima vista può sembrarci molto importante, perde, a una considerazione più attenta, gran parte della sua rigidità. [...] Nella vita psichica del singolo l'altro è regolarmente presente come modello, come oggetto, come soccorritore, come nemico, e pertanto, in quest'accezione più ampia ma indiscutibilmente legittima, la psicologia individuale è al tempo stesso, fin dall'inizio, psicologia sociale" - Psicologia delle masse e analisi dell'Io, (1921), Freud S.

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    Il tempo, l’organizzazione e la prevenzione. Concetti qui inutilizzabili

    Secondo alcuni ugandesi il problema del loro paese è la mancanza dell’inverno. Con l’arrivo del freddo, infatti, le persone sono obbligate ad organizzarsi: bisogna avere legna in abbondanza per cucinare e riscaldarsi, provviste di cibo, ripari per gli animali…Non si può vivere alla giornata, bisogna organizzare il lavoro e la vita quotidiana in funzione delle stagioni. In Uganda, invece, la popolazione si è abituata ad avere sempre a disposizione tutto ciò di cui necessita e non ha pertanto alcun motivo per doversi organizzare. Il freddo, con tutto ciò che questo significa, non arriva mai e la terra è sempre pronta a offrire i suoi frutti, in qualunque giorno dell’anno. Non credo che…

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    Il saluto e la scoperta dell'Altro

    In Uganda non puoi iniziare a parlare con qualcuno se prima non gli chiedi “come stai?”. Ci metto un po’ ad abituarmi perché questa regola vale per tutte le persone e in ogni momento della giornata. La risposta è quasi sempre la stessa, ovvero “io sto bene e tu?”, ma se non chiedi al tuo interlocutore come sta prima di rivolgerti a lui il rischio che si offenda è molto alto. Quando si saluta e basta può capitare che l’altro ti risponda “sto bene”, sottolineando così la mancata domanda. Curioso questo modo di iniziare la relazione tra persone. I primi giorni in cui mi trovavo qui avevo la sensazione di…

  • Disagio della civiltà,  Educazione digitale

    Self-tracking: più o meno potere?

    Oggi possediamo strumenti che permettono di registrare i nostri comportamenti, trasformarli in numeri, archiviarli, analizzarli, condividerli sui social media e, infine, ipotizzare i motivi per cui ci comportiamo in un determinato modo. Se ci si limita a una lettura superficiale del fenomeno, si potrebbe pensare che questa pratica sia poco comune e che sia portata avanti solo da alcuni appassionati di tecnologia nella Silicon Valley. Ma se apriamo gli occhi possiamo ad esempio accorgerci delle persone che, al parco, corrono con gli smartphone attaccati al braccio (forse sono più di quelle che corrono senza) per registrare in un’app i dati della loro corsa, come la distanza, la velocità, le calorie…

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    L'acqua e le numerose sfumature del cambiamento

    Il giallo, in Uganda, è il colore dell’acqua. Gialle, infatti, sono le taniche che le persone utilizzano per trasportare l’acqua dal pozzo o dal fiume a casa. Quando cammini per le strade dell’Uganda non puoi non accorgerti del giallo. A Kampala, la capitale, è un po’ diverso. Molte più case hanno l’acqua corrente e sono meno le persone che girano con le taniche. Ma appena fuori dalla città, lungo le strade, la gente cammina portando l’acqua nelle taniche sulla testa, sulle bici, sui boda-boda (motociclette che funzionano come dei taxi), o più semplicemente in mano. Donne, bambini, uomini…tutti sembrano trasportare l’acqua qui. Se vuoi sapere dove si trova il pozzo…

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    In Africa

    Sono stato in Uganda per 5 settimane. Un’esperienza bella, intensa, ricca da tutti i punti di vista. Ho incontrato tante persone, visitato posti molto belli, passato del tempo con chi non possedeva altro che il proprio sorriso, scoperto una cultura così diversa dalla nostra. Forse, a ben pensarci, il regalo più grande che queste persone mi hanno consegnato è la “perdita del giudizio”. Già, proprio così. Il giudizio a cui noi occidentali siamo tanto legati qui non serve proprio a nulla e, anzi, rischia di non farti cogliere tutta la ricchezza che è presente in questo posto. Quando si perde il giudizio, si prova una sensazione di leggerezza che permette…

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    Internet ci può rendere migliori

    La storia di Matt Harding mi ha sempre molto colpito. Matt, conosciuto su Internet per i suoi video con il titolo “Where the hell is Matt?”, è un uomo statunitense di 37 anni. Sul suo sito racconta di essere stato un grande appassionato di videogame e di avere ottenuto in giovane età la possibilità di lavorare come sviluppatore di giochi. Attorno ai 23 anni, essendosi trasferito per lavoro in Australia, decide di prendersi del tempo e di partire per un viaggio prima di dedicarsi al lavoro. I videogiochi, dice Matt, forse non sono l’unica cosa interessante che una persona può fare nella propria vita. Con i soldi messi da parte,…

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    La non neutralità della rete

    Ogni volta che la rete viene utilizzata in maniera inopportuna c’è qualcuno che si affretta a dare la responsabilità per l’azione compiuta solo a chi ha commesso il fatto. Solitamente sono quelle persone che parlano dell’importanza di difendere la libertà di internet. Ogni volta che una nuova applicazione entra nel mercato c’è qualcuno che si affretta a descrivere tutti gli aspetti positivi di quella app. Solitamente sono quelle persone che vedono il progresso nell’innovazione tecnologica a prescindere dalla direzione in cui l’innovazione ci porterà. C’è un errore di fondo in queste due posizioni: considerare internet come un mezzo o come un oggetto. Prendiamo un caso nello specifico. Quando c’è stata…